Le parole chiave della stagione estiva, quanto a strumenti di finanziamento pubblico alle imprese, sono senza dubbio: “Transizione 4.0”. Regioni, Ministeri ed enti pubblici in generale stanno puntando tutto sui processi di innovazione e digitalizzazione delle imprese italiane e le risorse stanziate su questi rami sono ingentissime, anche grazie ai fondi derivanti dal PNRR italiano e dal Recovery Fund europeo.
A fare la parte da leone sono i progetti che prevedono la realizzazione di attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale, innovazione dell’organizzazione e innovazione di processo, finalizzate al sostegno e allo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di intelligenza artificiale, della blockchain, dell’internet of things (IoT) e del settore ICT in generale.
Su questo fronte, vogliamo segnalare due bandi particolarmente interessanti!
È una misura nazionale, del MISE, con una dotazione complessiva pari a 45 milioni di euro, che finanzia progetti con spese e costi ammissibili non inferiori a 500.000 € e fino a 2 milioni di €.
Ha un’ampia platea di soggetti potenzialmente interessati, perchè è rivolta ad imprese costituite da almeno 2 anni, di qualsiasi dimensione, che esercitano attività industriali di produzione di beni e servizi, agro-industriali, artigiane, di trasporto, di servizi alle imprese. Per rimanere coerenti con le finalità del bando verranno però agevolate solo le spese effettuate nei seguenti settori strategici prioritari: industria e manifatturiero, sistema educativo, agroalimentare, salute, ambiente ed infrastrutture, cultura e turismo, logistica e mobilità, sicurezza e tecnologie dell’informazione, aerospazio.
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto, che può arrivare in alcuni casi fino all’80% delle spese ammissibili, che consistono in: personale (ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario impiegato nel progetto); strumentazione e attrezzature; costi per la ricerca contrattuale, le conoscenze e i brevetti acquisiti o ottenuti in licenza, nonché costi per i servizi di consulenza e servizi equivalenti; le spese generali supplementari e altri costi di esercizio, compresi i costi dei materiali, delle forniture e di prodotti analoghi, direttamente imputabili al progetto.
Saranno oggetto di valutazione tutte le proposte progettuali che prevedano:
a) per le proposte relative alla “ricerca industriale” e allo “sviluppo sperimentale”, rispettivamente:
b) per i progetti rientranti nelle categorie “innovazione dell’organizzazione” o di “innovazione di processo”, rispettivamente:
Le imprese possono partecipare in forma singola o in partenariato. In questo secondo caso, la presenza nel raggruppamento di un organismo di ricerca costituisce un fattore non necessario, ma qualificante. In ogni caso, qualora decideste di partecipare in raggruppamento è fondamentale bilanciare le attività, di modo che nessun soggetto coinvolto si trovi a gestire più del 70% dell’intero budget di progetto. Infine è importante ricordare che, nel caso di partecipazione in raggruppamento, questo deve essere già esistente e attivo alla data di presentazione della domanda.
Le domande possono essere presentate a partire dal 21 settembre 2022, fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Alla luce della nostra esperienza su misure simili o comparabili, per aumentare le chance di successo su questa misura è necessario farsi trovare pronti alla data di apertura e inviare la richiesta di agevolazione già il 21 settembre 2022. Le domande verranno infatti valutate, secondo i criteri presenti nel bando, sulla base della data di ricezione da parte di Infratel. Potrete iniziare a comporre la domanda di application online a partire dal 14 Settembre.
Sono due linee di contributo a fondo perduto che co-finanziano progetti di ricerca e sviluppo realizzati da imprese singole o in collaborazione con un Organismo di Ricerca. Entrambi gli interventi promuovono la realizzazione di progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale che introducono innovazioni di prodotto e/o di processo. Sono ammesse a partecipare imprese di tutte le dimensioni, che abbiano una sede (non necessariamente la sede legale) o un’unità locale in Sardegna al momento della presentazione della domanda, oppure che siano disposte ad assumere l’impegno di aprire una sede operativa in Sardegna, ove si svolgerà il progetto.
La partecipazione al bando Ricerca e Sviluppo di Sardegna Ricerche potrebbe proprio essere il giusto stimolo per pensare di espandere il proprio business attraverso l’apertura di una unità locale in Sardegna o una buona occasione per prendere in considerazione un ecosistema particolarmente attrattivo per le startup, nel quale può valer la pena insediarsi!
Il supporto consiste in un contributo a fondo perduto che può coprire fino all’80% delle spese ammissibili per personale (ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario impiegato nel progetto); strumentazione e attrezzature; costi per la ricerca contrattuale, le conoscenze e i brevetti acquisiti o ottenuti in licenza, nonché costi per i servizi di consulenza e servizi equivalenti; le spese generali supplementari e altri costi di esercizio, compresi i costi dei materiali, delle forniture e di prodotti analoghi, direttamente imputabili al progetto.
Il programma dedicato al settore ICT ha una dotazione finanziaria iniziale di 3.245.000 euro e finanzia progetti di Ricerca e Sviluppo con valore compreso tra 75.000 e 250.000 euro, mentre quello relativo all’AGROINDUSTRIA ha una dotazione finanziaria iniziale di 1.200.000 euro ed è rivolto a progetti di Ricerca e Sviluppo compresi tra 120.000 e 400.000 euro.
Le domande di ammissione devono essere compilate esclusivamente online a partire dalle ore 09:00 del 22 luglio 2022 e fino alle ore 12:00 del 15 ottobre 2022. Diversamente dal bando MISE descritto in precedenza, in questo caso non è fondamentale il timing della presentazione della domanda, purché ovviamente ricada all’interno della finestra indicata. L’aggiudicazione avverrà infatti a valle di una istruttoria di valutazione e della conseguente graduatoria che verrà stilata da una commissione di esperti esterni, che sarà quindi chiamata a valutare tutte le candidature ricevute, indipendentemente dall’ordine cronologico di arrivo.
Gli investimenti in Ricerca e Sviluppo effettuati dalle imprese, potranno beneficiare poi anche dei vantaggi derivanti dall’applicazione del credito d’imposta ricerca e sviluppo (CIRSID), di cui abbiamo già parlato qui. Attraverso una buona combinazione delle varie misure, è possibile comporre un piano di fundraising completo, per co-finanziare gli investimenti in innovazione, ricerca applicata e ricerca sperimentale.
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