I contributi a fondo perduto sono spesso i più ricercati dalle imprese. Essendo somme di denaro da non restituire all’ente finanziatore, infatti, sono i più vantaggiosi per realizzare, innovare o far crescere la tua impresa. In questo articolo ti spieghiamo quali sono i passaggi che ti permettono di ottenerli, dalla domanda di partecipazione al bando fino alla fase finale di effettiva erogazione degli importi concessi.
Se hai trovato il bando perfetto per la tua impresa (ti spieghiamo come fare qui: “Come valutare se un bando è quello giusto per la tua impresa”), la prima cosa da fare è preparare bene la domanda di partecipazione.
Se è richiesta la presentazione di un business plan, assicurati di redigerlo in modo chiaro, spiegando bene perché il tuo progetto merita di essere finanziato.
Per verificare che rispetti tutti i requisiti di partecipazione, potrebbero essere poi richieste molte informazioni sulla tua impresa, come la dimensione, il settore, le partecipazioni in altre società.
Le domande presentate con informazioni incomplete o mancanti vengono spesso respinte senza possibilità d’appello: se la scadenza delle candidature è vicina, devi fare attenzione a raccogliere tutte le informazioni e i documenti richiesti.
Hai bisogno di consigli per preparare meglio la tua domanda di ammissione? Ti aiutiamo noi: consulta i nostri articoli “Come scrivere un business plan efficace” e “Documenti amministrativi richiesti per accedere ai finanziamenti”
Dopo aver inviato la domanda, le tempistiche per la valutazione del tuo progetto variano da bando a bando. Ad esempio, sul bando Smart&Start di Invitalia sono previsti 60 giorni per ottenere l’esito. Per altri bandi più piccoli, come quelli delle Camere di Commercio, potrebbe volerci anche meno tempo.
L’esito viene comunicato tramite PEC alla casella di posta certificata dell’impresa, oppure attraverso la pubblicazione, sul sito ufficiale dell’ente finanziatore, di specifiche graduatorie o elenchi dei soggetti ammessi al bando.
A volte può capitare che un progetto venga finanziato, ma solo in parte rispetto a quanto richiesto dall’impresa. In questo caso, il contributo verrà concesso solo sulle spese ammesse, mentre l’impresa dovrà coprire da sola tutte le altre.
Per poter avviare concretamente il progetto presentato, alcuni bandi richiedono di attendere l’ammissione al contributo, mentre per altri potrai iniziare a realizzare il piano d’impresa appena inviata la domanda. Se sei abbastanza sicuro dell’ammissione, questo ti può aiutare a realizzare il progetto più in fretta.
Una volta ottenuta la concessione del contributo, si apre anche la fase di perfezionamento: l’ente finanziatore ti invierà il contratto di finanziamento, che conterrà le regole per l’ottenimento dell’agevolazione, e che dovrai restituire firmato. Da quel momento, la tua impresa sarà obbligata all’esecuzione del progetto finanziato, altrimenti non otterrà alcun aiuto. Di solito, infatti, i contributi a fondo perduto sono concessi come rimborso di spese già sostenute.
Alcuni bandi, però, (spesso anche quelli di Invitalia) concedono l’erogazione di una parte del contributo come anticipazione, che viene quindi erogata all’inizio del progetto. L’anticipazione ha proprio lo scopo di aiutare la tua impresa ad avviare il piano evitando un impatto troppo forte sulla liquidità aziendale.
Durante la realizzazione del tuo piano d’impresa, dovrai attenerti a quanto presentato in fase di domanda. Dovrai sempre tenere presente che il contributo ti è stato concesso per la realizzazione di quello specifico progetto, per cui se realizzerai attività diverse o sosterrai spese non coerenti, l’aiuto potrebbe non esserti riconosciuto.
A seconda della complessità del bando, potresti dover dedicare molte risorse, sia in termini di tempo che di personale, per la gestione ed il management del piano da attuare. Il monitoraggio delle attività e delle tempistiche, oltre al controllo finanziario del progetto, sono in questa fase fondamentali.
Sia nel caso che ti occupi in prima persona della gestione del progetto, o che la affidi ad altri membri del tuo team, assicurati che ne venga periodicamente verificato lo stato di avanzamento, insieme agli obiettivi raggiunti, e che siano definite le tempistiche di conclusione.
Alla chiusura del piano, che spesso ha una data di scadenza imposta dal bando, la tua impresa dovrà aver svolto tutte le attività e raggiunto tutti gli obiettivi prefissati in fase di domanda.
Solo a questo punto potrai rendicontare le spese sostenute e ottenere il rimborso che costituirà il tuo contributo a fondo perduto.
La rendicontazione delle spese avviene tramite la presentazione dei documenti di prova dei costi sostenuti per il progetto, quindi contratti con i fornitori, fatture, buste paga, bonifici, estratti conto. Molto spesso, sono richiesti anche report delle attività svolte e prove di quanto realizzato, oltre ad una relazione conclusiva sugli obiettivi raggiunti.
Dopo un controllo amministrativo sui documenti e una valutazione tecnica su quanto realizzato, l’ente finanziatore ti darà esito di quali spese vengono ammesse a rimborso (se hai gestito bene il progetto, tutte quante!) e determinerà quindi l’importo da erogare a fondo perduto. Se la tua impresa ha già ricevuto un’anticipazione, l’importo anticipato verrà sottratto da quanto complessivamente ti spetta.
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