Come valutare se un bando è quello giusto per la tua impresa

Perché valutare un bando in pochi step?

Se si prova a fare una ricerca online su temi come “finanza agevolata” o “contributi a fondo perduto”, ci si rende subito conto che i bandi e le opportunità di contributo sono davvero tantissime.


Anche quando si vuole cercare solo quelli adatti alla propria impresa, spesso ci si perde tra elenchi di misure che sembrano infiniti, ed è normale avere la sensazione di non sapere da dove iniziare.


Ogni bando va letto con attenzione per capire se davvero è adatto alla tua impresa, ma tale attività richiede un impegno considerevole e molto tempo da dedicarvi.
Se non sei ancora iscritto a Bandzai, ecco quindi una guida, pratica e veloce, per fare una prima “scrematura” efficace delle misure che non fanno per te.

In questo modo risparmierai tempo e fatica, e potrai approfondire le sole opportunità più adatte alla tua impresa!

Le risorse disponibili e le tempistiche della domanda

Può sembrare a prima vista un particolare tecnico, eppure una delle prime cose da verificare nel bando è la dotazione finanziaria.

Con questo termine si indica l’importo delle risorse complessivamente disponibili per il bando. In altre parole, la soglia oltre alla quale i progetti non potranno più essere finanziati. E quindi è un fattore molto importante, perché può determinare le tempistiche della presentazione del progetto.
Se ci sono molte risorse disponibili, probabilmente si tratterà di una misura a sportello, in cui sarai sicuro che, anche se in tanti avranno già presentato la domanda prima di te, avrai comunque la possibilità di ottenere l’agevolazione.
Al contrario, accade in alcuni bandi che la dotazione finanziaria sia così esigua da permettere il finanziamento di pochissimi progetti. In questi casi, all’apertura delle candidature potrebbe svolgersi un click-day: solo le domande presentate per prime avranno chance di essere ammesse.
Il fattore da valutare, quindi, è la concreta possibilità di partecipare al click-day, avendo tutto pronto per l’invio all’orario di apertura delle candidature.

I requisiti di partecipazione

Ogni bando stabilisce le caratteristiche che le imprese devono possedere per poter partecipare e ottenere le agevolazioni. Nei nostri articoli “Come verificare se la tua impresa può partecipare ad un bando” e “I requisiti sullo status delle imprese” abbiamo approfondito i requisiti oggettivi più comuni. Se hai poco tempo per l’analisi di una misura, ecco i primi sui quali ti puoi concentrare per escluderla subito nel caso non faccia per te:

  • Collocazione geografica: puoi verificare in poco tempo se il bando è nazionale, oppure riservato solo ad una o alcune Regioni. In quest’ultimo caso, se la tua impresa non ha sedi nei territori agevolati, non potrai ottenere i contributi.
  • Settore di attività: spesso i bandi pubblici si rivolgono solo a imprese di determinati settori. Il modo per verificare che la tua rispetti questo requisito è controllare i codici ATECO, che indicano le attività svolte dalla tua azienda. Molti bandi ammettono ogni settore, ma ce ne sono alcuni che operano delle esclusioni: verifica che non siano presenti elenchi tassativi di ATECO e, se vi sono, che la tua impresa ne possieda almeno uno compatibile.
  • Dimensione e tipo di impresa: la maggior parte dei bandi con contributi a fondo perduto si rivolge alle micro, piccole e medie imprese (MPMI), oppure a imprese con determinati status, come le startup innovative. Assicurati perciò che il bando che ti interessa sia rivolto alla tua impresa anche sotto questi aspetti. Se non sei sicuro che la tua impresa appartenga alla categoria delle micro, piccole o medie, nel nostro articolo puoi trovare i criteri per calcolarne la dimensione.

L’aderenza del progetto al bando

Le agevolazioni alle imprese possono essere concesse a fronte di particolari requisiti oggettivi delle imprese, ma anche, in aggiunta a tali criteri, per l’attuazione di un progetto che rispecchia gli obiettivi del bando.

Da questa differenza si delineano due categorie diverse di misure:

  • quelle automatiche, ossia che concedono i contributi a tutti i richiedenti che rispettano i requisiti oggettivi (ad esempio, crediti d’imposta per acquisto di beni o voucher delle camere di commercio);
  • quelli che prevedono una valutazione del progetto, con specifici criteri di aderenza agli obiettivi del bando. Solitamente, questo tipo di bando prevede la formazione di una graduatoria tra i progetti presentati, oppure il raggiungimento di un punteggio minimo per l’ammissione ai contributi.

Se il bando che stai esaminando è del secondo tipo, assicurati che il progetto che vuoi portare avanti sia coerente con i suoi obiettivi. Ad esempio, se hai una startup innovativa che crea soluzioni hi-tech per il settore agricolo, lo Smart&Start di Invitalia potrebbe essere adatto. Al contrario, con lo stesso progetto difficilmente otterrai un punteggio alto in un bando di contributi per progetti nel settore culturale e dello spettacolo.

La sostenibilità finanziaria del progetto

Un altro passo fondamentale per la valutazione di una misura è la sostenibilità finanziaria, ossia: la tua impresa può attuare il bando senza rimanere a corto di liquidità?

Ottenere un contributo pubblico, infatti, non significa sempre riceverlo direttamente alla presentazione della domanda di ammissione. Spesso invece l’importo viene erogato solo dopo aver sostenuto le spese del progetto.


Tra i fattori di cui tenere conto per capire se la tua impresa può reggere l’impatto del progetto sulle sue finanze, ci sono:

  • la percentuale di cofinanziamento: il bando copre tutte le spese ammissibili, oppure è prevista una percentuale a carico dell’impresa? Se ad esempio un bando concede un contributo a fondo perduto per il 50% delle spese, significa che l’impresa dovrà comunque essere sicura di coprire metà del fabbisogno finanziario del progetto con le proprie forze;
  • le tempistiche di erogazione: è previsto il versamento di un’anticipazione del contributo, oppure i rimborsi vengono effettuati sulla base di Stati di Avanzamento Lavori (SAL)? Nel primo caso, l’impatto sulla cassa potrebbe risultare più leggero, mentre senza anticipazione l’impresa dovrà essere pronta ad anticipare tutte le spese;
  • il cumulo con altri contributi: ci sono misure che permettono la concomitanza con altre agevolazioni sullo stesso progetto di impresa. Ad esempio, il credito di imposta per Ricerca e Sviluppo può essere richiesto anche per le spese di un progetto che già beneficia di contributi a fondo perduto. Magari il bando a cui sei interessato non copre interamente tutte le spese del tuo progetto, ma puoi verificare se è possibile combinarlo con altre misure, in modo da minimizzare il rischio finanziario.

La complessità della pratica

Nell’analisi di un bando, infine, non può mancare l’esame della complessità della presentazione della domanda. Questa va considerata sia dal lato della descrizione tecnica del progetto, che da quello degli eventuali altri allegati e dati richiesti.
Quando è previsto l’invio di un business plan per la valutazione di un progetto, di solito l’ente finanziatore fornisce un formulario ufficiale da compilare. È molto utile dare un’occhiata al documento prima possibile, per capire quanto sia dettagliato e quali siano i punti-chiave sul quale si concentra. In alcuni template viene dato un limite di caratteri, mentre in altri si lascia maggiore libertà. La scrittura della domanda dovrà quindi tenere conto della forma e dello stile richiesti dal formulario.

Altro elemento da valutare è la mole di altri documenti richiesti: quali sono i dati dell’impresa da presentare con la domanda? Spesso sono presenti numerose dichiarazioni da compilare: ne forniamo alcuni esempi nel nostro articolo “Quali sono i documenti richiesti per accedere ai finanziamenti?” .
Da ultimo, è importante anche la procedura di invio: vanno immesse tutte le informazioni in una piattaforma informatica, oppure si devono inviare documenti già preparati in precedenza?
Il fattore di cui tener conto analizzando la difficoltà della pratica è: saresti in grado di reperire tutte le informazioni richieste da solo (o con i tuoi soci o collaboratori), oppure avrai bisogno di un consulente specializzato? Per le misure più complesse, è consigliabile affidarsi ad un esperto che possa garantire il rispetto di tutte le procedure richieste dal bando.

Se non hai tempo per trovare il contributo che fa per te

In questa guida pratica abbiamo dato degli spunti per valutare più velocemente se un bando è (o non è) quello giusto per la tua impresa. Anche l’analisi di questi pochi elementi, però, se fatta per ogni bando attualmente disponibile, è un’attività che potrebbe occupare parecchio tempo. E che tra l’altro andrebbe costantemente ripetuta, dato che ogni mese vengono approvati e lanciati nuovi bandi e opportunità di finanziamento.

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