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Come verificare se la tua impresa può partecipare ad un bando

Quante volte ti è capitato di confrontarti con colleghi imprenditori o di leggere news e sapere di imprese che hanno beneficiato di agevolazioni pubbliche per la realizzazione dei propri investimenti? E certamente, ogni volta avrai pensato la stessa cosa: “ma anche la mia impresa potrebbe ottenere contributi analoghi?”.

La risposta giusta, come al solito, è: “dipende”. E in particolare dipende dal regolamento che disciplina il funzionamento della specifica agevolazione. Ogni bando, infatti, stabilisce quali siano le caratteristiche oggettive che le imprese devono possedere per poter ottenere l’agevolazione. Tali criteri fanno riferimento a diverse variabili dell’impresa, quali ad esempio il territorio di localizzazione della sede legale/operativa, la data di fondazione, la forma giuridica o la dimensione dell’impresa, giusto per citarne alcune. Di seguito elencheremo quelle più importanti, cercando di fare qualche esempio, quando possibile, sulle variazioni che comportano in materia di agevolazioni pubbliche.

Il requisito dimensionale: le PMI e le grandi imprese

Quella dimensionale è spesso una delle principali variabili individuata come rilevante per la partecipazione ad un bando. Questo in quanto imprese di dimensioni diverse hanno tipicamente esigenze di investimento e/o di cassa diverse, alle quali lo Stato prova a dare una risposta attivando strumenti con modalità di funzionamento differenti. Ma in base a cosa si calcola la dimensione di un’intera impresa? Quale soglia si deve raggiungere per essere considerati “grandi”? Ci sono normative, che derivano dalla legislazione europea, che indicano dei valori-soglia utili ad individuare le microimprese, quelle piccole e quelle medie. Le grandi imprese sono di conseguenza tutte quelle che non rientrano in queste categorie.

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La definizione di PMI

Le definizioni più importanti in materia di dimensione di impresa sono date dal D.M. 14/4/2005, che distingue tra medie, piccole e microimprese secondo il seguente schema:

La categoria delle micro, piccole e medie imprese (complessivamente definita PMI o talvolta MPMI) è quindi costituita complessivamente da tutte le imprese che hanno meno di 250 occupati e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, oppure meno di 250 occupati e un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro.

I criteri utilizzati

Diamo ora qualche precisazione rispetto ai criteri esposti, per darti modo di sapere esattamente come (e dove) trovare i dati della tua impresa.
Avrai notato subito che il criterio occupazionale è espresso in termini di Unità Lavorative Annue (ULA).
Questo valore non corrisponde esattamente al numero di persone che sono assunte nell’impresa, ma si riferisce ad una somma che considera, per ogni dipendente, la quota di attività lavorativa effettivamente prestata durante l’anno, a seconda che i lavoratori siano impiegati a tempo pieno, parziale, o abbiano contratti stagionali.
Ai fini del calcolo delle ULA, i dipendenti occupati part-time sono conteggiati come frazione di ULA, in misura proporzionale al rapporto tra le ore di lavoro previste dal contratto part-time e quelle fissate dal contratto collettivo di riferimento.
Ad esempio, se il contratto di riferimento full time prevede la prestazione lavorativa per un totale di 36 ore settimanali e quello part-time di 18, il dipendente part-time viene allora conteggiato per 0,5 ULA. Un’impresa che ha 10 persone assunte in part-time al 50%, quindi, ha un totale di ULA pari a 5, e non 10.
Oltre alla numerosità del personale dipendente impiegato nell’impresa, sono presi in considerazione due criteri di natura economico-finanziaria (anche se tra loro alternativi). Questi dati si trovano certamente nel bilancio, ma dove? Ecco a cosa corrispondono:

  1. il fatturato annuo si trova nel documento di bilancio chiamato Conto Economico, ed è l’importo netto del volume d’affari annuale, che comprende gli importi provenienti dalla vendita di prodotti e dalla prestazione di servizi rientranti nelle attività ordinarie della società. Ciò significa che non devono essere inclusi proventi diversi e straordinari, ma solo quelli dell’attività tipica dell’impresa;
  2. il totale di bilancio, si trova invece nello Stato Patrimoniale e corrisponde al totale dell’attivo.

Il bilancio che va preso in considerazione per le soglie dimensionali dell’impresa è l’ultimo approvato.
Ma come fanno le nuove imprese, che non hanno ancora chiuso il primo esercizio, a verificare i propri dati?
In questo caso, ai fini della classificazione dell’impresa sono considerati esclusivamente il numero degli occupati ed il totale dell’attivo patrimoniale risultanti alla stessa data dalle scritture contabili.

Il calcolo dimensionale quando ci sono partecipazioni tra imprese

Il calcolo dei parametri dimensionali può subire variazioni se si è in presenza di un’impresa autonoma, collegata o associata.
Si definisce “autonoma” l’impresa che non detiene partecipazioni in altre imprese e non è partecipata da altre imprese, oppure che non ha situazioni di partecipazioni “rilevanti”, cioè in quota minore del 25% del capitale sociale.
Si definisce invece “associata” l’impresa per cui tali rapporti di partecipazione vanno dal 25% al 50% del capitale sociale.
Infine, è “collegata” l’impresa per cui questi rapporti superano il 50% (e quindi si ha una situazione di controllo).
Se un’impresa è autonoma, deve conteggiare solo i propri parametri (numero di dipendenti e dati finanziari) per verificare se rientra nella definizione di PMI. Al contrario, se sussistono rapporti di associazione o collegamento con altre imprese, i calcoli dovranno includere anche i dati di queste ultime, in toto o in parte a seconda che siano collegate o associate. Questa complicazione deriva dal concetto (di matrice europea) di impresa unica: se la tua impresa ha partecipazioni o è partecipata da altre imprese per almeno il 25% del capitale sociale, ti sarà utile vedere come tenere in considerazione anche i dati delle altre per il calcolo dimensionale.

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