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Cos'è il credito d'imposta?

Cos'è il Credito d'Imposta?

Una delle query più cliccate negli ultimi anni su Google è “come pagare meno tasse”. D’altronde, qual è l’imprenditore che non si sia posto questo problema almeno una volta da quando ha aperto la sua attività?

Il credito d’imposta è un contributo a tutti gli effetti ma, a differenza dei contributi diretti, il credito non viene erogato dallo stato all’azienda, bensì l’azienda utilizza la somma definita per compensare tutto ciò che deve allo stato (imposte, tasse, iva, contributi per collaboratori e/o dipendenti e altre incombenze fiscali).
Per farla breve e per usare un termine noto ai più, il credito d’imposta è un particolare tipo di “contributo a fondo perduto” tuttavia non è lo stato a versare il contributo nel conto dell’impresa, ma è quest’ultima che si vede applicato uno “sconto” sulla cifra da pagare all’erario. Maggiore è la spesa, maggiore sarà lo sconto che l’impresa potrà utilizzare per i pagamenti futuri.

Tra i crediti d’imposta maggiormente interessanti spicca quello dedicato alle attività di ricerca e sviluppo, innovazione e design, una misura finalizzata ad incentivare gli investimenti per affrontare le sfide del progresso delle imprese italiane. Introdotta nel 2013 è stata rivisitata nel 2021 e si caratterizza per una rapida possibilità di fruizione da parte dei beneficiari e per una modalità semplificata di gestione degli adempimenti.

Tratti caratteristici

Il Credito d’Imposta in Ricerca, Sviluppo, Innovazione e Design si rivolge alle imprese che hanno realizzato progetti e investimenti di ricerca e innovazione, con una particolare attenzione alle tematiche della transizione ecologica e digitale. Gli investimenti alla base del calcolo del credito devono infatti riguardare uno o più dei seguenti settori:

  1. Ricerca e sviluppo: spese sostenute in campo scientifico o tecnologico per attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale;
  2. Innovazione: spese sostenute per attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati;
  3. Innovazione ecologica e 4.0: spese sostenute per attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0
  4. Design e Ideazione estetica: spese sostenute dalle imprese dei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile, dell’arredo e della ceramica, per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari.

Perché è interessante?

Gli elementi che rendono questo beneficio particolarmente interessante per le imprese italiane possono essere così riassunti:
APERTO A TUTTI: Può accedere all’agevolazione qualsiasi tipo di impresa che si trovi sul territorio italiano – comprese anche le organizzazioni estere che hanno sedi stabili nel nostro paese – senza alcun vincolo di natura giuridica, dimensione, ateco, regime contabile, ecc. Unica condizione discriminatoria è il rispetto delle normative di sicurezza sui luoghi di lavoro ed il regolare versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dei dipendenti.
INVESTIMENTI PLURIENNALI:  Contribuiscono a generare credito d’imposta gli investimenti sostenuti dal 2020 ad oggi (il termine massimo è fissato al 31 dicembre 2022), ma con aliquote e massimali diversi a seconda dell’anno (2020, 2021 o 2022) in cui l’investimento è stato effettivamente realizzato. Questo perché la legge di Bilancio 2020 ha introdotto una nuova disciplina del credito che è stata poi potenziata con la legge di Bilancio 2021 e che è andata a sostituire le regole del credito d’imposta (con calcolo incrementale) rimasto valido dal 2013 al 2019. Se per il 2022 in corso valgono misure e limiti massimi disposti dalla normativa previgente, la proroga per i prossimi anni concessa dalla legge di bilancio 2022 vede dei limiti decrescenti che si susseguiranno sino all’esercizio fiscale 2025.
FACILE DA RICHIEDERE: Il credito si richiede in maniera automatica, inserendo l’apposito codice tributo messo a disposizione dall’Aagenzia delle Eentrate. Bisogna però redigere e conservare una relazione tecnica asseverata per descrivere le finalità, il contenuto ed i risultati ottenuti dalle attività svolte per cui si richiede l’agevolazione. La documentazione fiscale deve poi essere certificata da un revisore legale dei conti, il cui costo – sino a 5.000€ – può essere aggiunto interamente al credito.

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