Il credito d'imposta: innovazione ecologica e 4.0

Tra gli investimenti in innovazione tecnologica, quelli con specifico taglio green o 4.0 meritano un capitolo (ed un’aliquota) a parte. Questa tipologia di credito d’imposta è stata infatti introdotta per sostenere la competitività delle imprese, favorendo il loro processo di transizione digitale così come l’evoluzione nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale.

A seguito della crisi pandemica la doppietta “verde e digitale” è considerata a livello globale una fonte di crescita e competitività per tutti i settori economici.

L’innovazione per la transizione ecologica

Quando si parla di “transizione ecologica” si fa riferimento a tutte quelle azioni finalizzate alla sostenibilità ambientale. Le imprese che effettuano investimenti per introdurre nelle proprie organizzazioni delle soluzioni innovative ed economicamente competitive per ridurre l’impatto ambientale della propria attività economica, possono quindi richiedere tale tipologia di credito d’imposta. Hanno diritto a questa agevolazione se ad esempio hanno svolto attività di trasformazione dei processi aziendali secondo i principi dell’economia circolare, quali:
  • progettazione di nuovi prodotti o processi basata sul concetto di recupero, riuso e riciclo;
  • sviluppo di soluzioni tecnologiche per il recupero di materie prime;
  • creazione di catene del valore circolari, relative a beni di consumo e strumentali;
  • implementazione di tecnologie e processi di disassemblaggio e/o remanufactoring intelligenti (smontaggio di un prodotto e rimessa a nuovo dei suoi componenti fino a che non possano riprendere al 100% la loro funzione originaria).

L'innovazione 4.0

Altro pilastro dei programmi di sviluppo internazionali per i prossimi anni, gli investimenti in innovazione etichettabili come 4.0 riguardano invece lo sviluppo e l’applicazione di tecnologie altamente innovative essenziali per competere nei mercati globali, quali ad esempio:
  • la creazione di modelli di base dati comuni per l’integrazione di componenti, moduli e sistemi aziendali;
  • la digitalizzazione di processi e prodotti nelle diverse aree e ambiti di creazione del valore;
  • soluzioni basate su (o potenziate con) blockchain, intelligenza artificiale e machine learning, cyber-security, edge e cloud computing.

La maggiorazione dell’aliquota

Se le spese ammissibili sono le medesime previste dal credito d’imposta in innovazione (consultabili qui: Il Credito d’Imposta: Innovazione), l’aliquota è elevata dal 10% al 15% fino al periodo d’imposta 2022, fino ad un limite annuale di 2 milioni di credito d’imposta.
Per il 2023 l’aliquota sarà ridotta al 10% nel limite annuale di 4 milioni e per i periodi d’imposta 2024 e 2025 in misura pari al 5% nel limite annuale di 4 milioni.

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