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Il credito d'imposta: ricerca e sviluppo

Le aziende che hanno svolto progetti di Ricerca e Sviluppo sostenendo gli investimenti nel 2020, 2021 e 2022 possono beneficiare dell’incentivo credito d’imposta in Ricerca e Sviluppo, Innovazione e Design. Tuttavia, quando si parla di questa misura, e nello specifico di quali sono le attività di ricerca e sviluppo, i dubbi sono tanti.

Cosa si intende per ricerca e sviluppo

Rientrano nella definizione di “ricerca e sviluppo” le spese sostenute in campo scientifico e tecnologico per tre distinte tipologie di attività:

  1. Ricerca fondamentale, che comprende i lavori sia teorici che sperimentali svolti dall’impresa per acquisire nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzi commerciali diretti
  2. Ricerca industriale, ovvero ricerca pianificata o indagini miranti ad acquisire nuove conoscenze e capacità da utilizzare per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o apportare un notevole miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti
  3. Sviluppo sperimentale, ovvero acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e di altro tipo allo scopo di sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati.
Attenzione:

non costituiscono attività di Ricerca e Sviluppo, e quindi non sono soggette al credito d’imposta, le modifiche ordinarie o periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentano miglioramenti.

Cinque criteri da soddisfare

Affinché un progetto possa essere considerato di Ricerca e Sviluppo, deve prevedere delle attività che soddisfano contemporaneamente cinque criteri fondamentali:

  • Novità – devono puntare su nuove scoperte
  • Creatività – basarsi su concetti (e loro interpretazione) o ipotesi originali
  • Incertezza – non essere sicure dell’esito finale
  • Sistematicità – essere pianificate o preventivate nel dettaglio;
  • Trasferibilità – finalizzate a produrre risultati che potrebbero essere liberamente trasferiti o scambiati in un mercato.

Spese ammissibili e aliquota alla base del calcolo

Per i progetti di R&D possono essere innanzitutto valorizzate le spese per il personale tecnico e ricercatori direttamente coinvolti nelle attività, sia con rapporto di lavoro autonomo, sia subordinato, che con altra tipologia di rapporto.
Inoltre, ci sono categorie di personale che consentono di considerare un costo maggiore per il calcolo del credito d’imposta. Si può infatti considerare il costo al 150% per il calcolo del credito spettante nel caso di soggetti assunti a tempo indeterminato, che abbiano meno di 35 anni e che siano al primo impiego, che abbiano concluso un dottorato di ricerca oppure una laurea magistrale in discipline tecnico-scientifiche. Queste comprendono lauree in scienze, matematica, ingegneria, informatica, ma anche design o tecniche dell’informazione.

Sono poi spese soggette a credito di imposta gli ammortamenti, i canoni di locazione e altre spese relative ai beni materiali mobili ed ai software utilizzati nell’attività di ricerca, nel limite massimo complessivo del 30% delle spese del personale già conteggiate.

Le attività di ricerca e sviluppo possono anche essere esternalizzate, cioè affidate a soggetti esterni all’impresa. Rientrano infatti tra le spese utili al calcolo del credito gli importi dei contratti stipulati con fornitori terzi a cui sono state affidate specifiche attività di ricerca e sviluppo. Tali contratti sono chiamati extra-muros, e nel caso siano stipulati con università, enti di ricerca e startup innovative italiane, la spesa concorre a formare la base per il calcolo del credito d’imposta spettante per un importo pari al 150% del loro ammontare.

Si aggiungono all’elenco le quote di ammortamento relative all’acquisto (ma anche alla licenza d’uso) di privative industriali da parte di aziende fiscalmente residenti in Italia. E’ possibile includere qui, ad esempio, le quote di ammortamento dei costi sostenuti per l’acquisto di brevetti per invenzioni industriali o biotecnologiche, oppure il costo per lo sfruttamento di brevetti o registrazioni che appartengono ad altre imprese.
Tali costi sono ammissibili al calcolo del credito per un totale massimo di 1 milione di euro.

Infine, ancora nel limite massimo del 30% delle spese del personale del progetto di ricerca e sviluppo, si aggiungono al calcolo i costi dei servizi di consulenza inerenti alle attività di ricerca e sviluppo e le spese per l’acquisto di materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività.

Tirando le somme, sulla base di queste spese, il credito d’imposta spettante viene calcolato applicando un’aliquota del 20% al totale delle spese di ricerca e sviluppo sostenute dall’azienda per gli investimenti effettuati sino al 2022.
Il credito d’imposta maturabile su base annuale fino al 2022 non può comunque eccedere i 4 milioni di euro.
Per gli investimenti che saranno realizzati dal 2023 al 2031, invece, il tetto massimo annuale sarà di 5 milioni, ma l’aliquota applicabile si ridurrà al 10%.

Un plus per le regioni del mezzogiorno

Se le attività di ricerca e sviluppo dell’impresa afferiscono ad una struttura produttiva localizzata nelle regioni del mezzogiorno è prevista un’interessante maggiorazione dell’aliquota. Tali regioni sono Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria; e nello specifico, al posto del 20%, le aziende in queste regioni possono usufruire delle seguenti aliquote:

  1. 25% per le grandi imprese, che occupano almeno 250 persone, il cui fatturato annuo è almeno pari a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio è almeno pari a 43 milioni di euro;
  2. 35% per le medie imprese che occupano almeno 50 persone e realizzano un fatturato annuo di almeno 10 milioni di euro;
  3. 45% per le piccole imprese che occupano meno di 50 persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro.

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